Ente Parco San Bartolo

Progetti di ricerca naturalistica

L’Ente Parco San Bartolo è impegnato sin dalla sua costituzione in progetti di ricerca naturalistica, comprendenti alcuni studi di stampo floristico e numerosi lavori sullo studio e la gestione della fauna.

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Tali attività hanno evidenziato come il San Bartolo, nonostante la sua relativa estensione e il suo territorio antropizzato, possieda un elevato grado di biodiversità, elemento di attrazione ed interesse per studiosi, appassionati, per le scuole coinvolte nei programmi di educazione ambientale ed anche per i turisti che frequentano questi luoghi.

Avifauna e agricoltura

Il Parco Naturale del Monte San Bartolo ha sempre dovuto confrontarsi con il rapporto tra agricoltura e fauna selvatica.

Acquatici svernanti

Lo studio dello svernamento degli uccelli acquatici è stato effettuato dal 2000 al 2006, dalla fine di settembre fino ai primi di marzo.

Catarifrangenti

La protezione della fauna da collisione con automezzo.

Chirotteri

La ricerca sui chirotteri nel Parco Naturale del Monte San Bartolo è iniziata nella primavera 2008 con la collaborazione scientifica del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze

Tartarughe Marine

La regione Marche, nella primavera del 2010 ha promosso un accordo inerente l’istituzione della Rete Regionale per la conservazione delle tartarughe marine.

Nidi artificiali

Nel 2004, l’Ente Parco ha iniziato ad installare dei nidi artificiali per favorire la presenza di due specie, il Gheppio e il Falco pellegrino.

Il falco pellegrino

Il Falco pellegrino, dopo Gheppio e Poiana, probabilmente è il rapace diurno più diffuso in Italia.

La migrazione dei rapaci

Il Parco del San Bartolo offre una configurazione topografica quasi ottimale per la migrazione dell’avifauna.

Centro di inanellamento Monte Brisighella

Attivato dalla Provincia di Pesaro e Urbino nel 1993 ed è autorizzato e riconosciuto dall’ISPRA

Progetto fototrappole

Dal 2011 il Parco San Bartolo ha avviato il monitoraggio della fauna attraverso la tecnica del “fototrappolaggio”.

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