il parco san bartolo

Tartarughe marine

La regione Marche, nella primavera del 2010 ha promosso un accordo inerente l’istituzione della Rete Regionale per la conservazione delle tartarughe marine. L’intesa è stata sottoscritta dai servizi regionali Ambiente, Agricoltura e Salute, dalle 3 Aree Protette costiere marchigiane (Parco del Monte San Bartolo, Parco del Conero e Riserva della Sentina), dalla Fondazione Cetacea di Riccione, dal Corpo Forestale dello Stato, dalla Direzione Marittima Regionale (Capitaneria di porto), dall’ARPAM e dal CNR-ISMAR, con l’obbiettivo principale di favorire le azioni di salvaguardia di questi rettili antichissimi che rivestono un’importanza fondamentale per l’ecosistema marino.
Tale accordo dà attuazione al protocollo d’intesa stipulato con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per il piano d’azione nazionale avente lo stesso oggetto.
D’ora in poi, grazie a questo protocollo, se si trova una tartaruga marina, in difficoltà o morta, si deve chiamare il numero verde 1515 (Emergenza Ambientale – Corpo Forestale dello Stato) che attiverà la rete: Capitaneria di porto → Area Protetta → Fondazione Cetacea

La Fondazione Cetacea
La Fondazione Cetacea è nata nel 1988. Il suo impegno è nella tutela del mare Adriatico, e nello sforzo di farlo conoscere e apprezzare nei suoi aspetti naturali, studiando, educando e informando. Da sempre si occupa di Cetacei, tartarughe marine e squali. Si avvale del prezioso contributo di biologi, veterinari, naturalisti e volontari. E’ attiva nel soccorso di animali in difficoltà, in speciale modo Cetacei e Tartarughe marine.
Dal 2011, l’ente Parco, in collaborazione con la Fondazione Cetacea e la Capitaneria di Porto, partecipa a liberazione in mare di esemplari curati dalla fondazione.

Le tartarughe marine
Nel mondo esistono 7 specie di tartaruga marina:

〉 tartaruga olivacea
〉 tartaruga piatta
〉 artaruga bastarda
〉 tartaruga embricata
〉 tartaruga liuto
〉 tartaruga comune
tartaruga verde.

Solo le ultime tre sono presenti nel mare adriatico ma è senza dubbio la tartaruga comune (Caretta caretta) la più frequente delle 3 ed è l’unica a deporre le uova in alcune spiagge dell’Italia.
Come tutti i rettili le tartarughe hanno sangue freddo il che le porta a prediligere le acque temperate. Respirano aria essendo dotate di polmoni, ma sono in grado di fare apnee lunghissime. Trascorrono la maggior parte della vita in mare profondo, tornando di tanto in tanto in superficie per respirare. In acqua possono raggiungere velocità superiori a 35 km/h, nuotando agilmente con il caratteristico movimento sincrono degli arti anteriori.
In estate, maschi e femmine si ritrovano nelle zone di riproduzione, al largo delle spiagge dove sono probabilmente nate. Hanno infatti una eccezionale capacità di ritrovare la spiaggia di origine, dopo migrazioni in cui percorrono anche migliaia di chilometri.
La tartaruga comune compie molti spostamenti a secondo delle stagioni, soprattutto per motivi alimentari. Lo studio dei loro spostamenti è possibile grazie alla messa in posa di antenne satellitare su tartarughe recuperate e rilasciate dopo le cure.

 


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