Notizie Dal parco
24/11/2016

Approvato il Piano di Gestione dei cinghiali

Il Consiglio Direttivo dell’Ente Parco San Bartolo ha approvato il Piano per la gestione del cinghiale all’interno dell’area del Parco, con l’obbiettivo di ricondurre la presenza di questa specie nel territorio del Parco ad una densità di popolazione tendente allo zero.

Una presenza in continua crescita.
Sino a pochi anni fa, di tale specie non si avevano segnalazioni sul territorio.
In soli 2 anni tuttavia (dal 2013 a fine 2015), le segnalazioni dei privati (alcuni esemplari sono stati avvistati nei giardini di alcune abitazioni), unitamente al monitoraggio condotto dall’Ente Parco in collaborazione con l’U.R.C.A., hanno invece permesso di accertare un preoccupante incremento della popolazione presente, che ad oggi viene stimata in oltre 20 esemplari. Un mancato o tardivo controllo della popolazione può determinare gravi e irreparabili conseguenze, come purtroppo avvenuto anche in altri Parchi Naturali, ove l’elevata prolificità di questa specie ha determinato, in pochi anni, un incremento incontrollato della popolazione, con danni enormi al tessuto socio-economico ed ambientale del territorio.
La scelta di effettuare il controllo del Cinghiale mediante abbattimento, è stata pertanto assunta dall’Ente Parco nella piena consapevolezza della delicatezza del contesto e dopo averne ben ponderato tutte le conseguenze, anche rispetto alle legittime critiche che potrebbero venir avanzate.

Un pericolo per l’incolumità di persone, attività economiche e altri animali.
La presenza del cinghiale in questo territorio costituisce motivo di seria preoccupazione per l’Ente Parco, in relazione alla concreta possibilità che tale specie possa incrementare il rischio di incidenti stradali da impatto, vista l’elevata presenza di strade e sentieri e l’elevata frequentazione antropica di questo territorio. Ma la forte preoccupazione riguarda anche i danni che tale specie è in grado di causare sia al patrimonio naturale che, soprattutto, alle produzioni agricole di qualità diffusamente presenti nel San Bartolo (vigneti e tartufaie). Senza contare che il cinghiale, soprattutto in alcuni periodi dell’anno, svolge un’azione di predazione nei confronti di
svariate specie di animali che nidificano a terra, di giovani di mammiferi (es. capriolo), uccelli di prato, nonché rettili e anfibi. Tutto questo oltre ai danni causati agli habitat.

La collaborazione con U.R.C.A e il piano operativo.
L’Ente Parco avvierà le operazioni di monitoraggio e controllo della presenza cinghiale nel territorio, con il coordinamento dell’U.R.C.A., Sezione Provinciale Pesaro e Urbino, un’associazione di Protezione Ambientale riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Mare, specializzata nel settore della gestione faunistica, che ha svolto analoghe attività anche in altri Parchi della Regione Marche. Tale collaborazione è finalizzata a dare attuazione alla previsioni del Piano di Gestione, che l’Ente Parco ha redatto e approvato dopo aver acquisito da tutti i soggetti istituzionali coinvolti il relativo parere favorevole.

Il Piano ha una durata di 3 anni e dovrà concludersi entro il 31 dicembre 2018.
Il controllo del cinghiale nel territorio del Parco avverrà mediante la tecnica dello sparo con carabina da postazione fissa.
L’attività di prelievo è prevista nel periodo 1 novembre – 31 marzo nei giorni di martedì e venerdì e nelle seguenti fasce orarie:
* mattina: da 1 ora prima dell’alba fino a 2 ore dopo l’alba;
* sera: da 2 ore prima del tramonto fino a 1 ora dopo il tramonto.
Il calendario delle operazioni sarà opportunamente trasmesso al Corpo Forestale dello Stato, alla Polizia Provinciale e alla Questura per l’espletamento della necessaria attività di vigilanza.

Sono state individuate postazioni fisse dove l’Ente Parco ha verificato la presenza stabile del cinghiale tramite il monitoraggio con le fototrappole e in funzione del dislivello del terreno, per fare in modo che la traiettoria dei proiettili, che potrebbero eventualmente mancare l’animale, li conduca a conficcarsi nel terreno.

Le zone ritenute idonee saranno adeguatamente tabellate per avvisare i cittadini delle operazioni che si svolgeranno in questi luoghi. Inoltre nei giorni e negli orari di selezione altri operatori volontari saranno disposti intorno alla postazione di tiro per bloccare eventuali passeggiatori e bikers.
I siti individuati sono ubicati in aree poste a debita distanza da case, strade e sentieri.
Infine, dalla postazione fissa, l’operatore potrà sparare sul cinghiale solo se fermo all’interno di uno specifico angolo di tiro, delimitato da pali e bandierine.

Gli Operatori.
Alle operazioni di prelievo potranno partecipare esclusivamente operatori volontari in possesso dei seguenti requisiti:
- aver superato la prova di tiro presso una sezione di Tiro a Segno Nazionale;
- avere l’abilitazione al prelievo selettivo di ungulati;
- avere l’abilitazione all’attività venatoria di cui all’art. 28 comma 1 della L.R. 7/95;
- avere la licenza di porto di fucile anche per uso di caccia;
- avere la polizza assicurativa per la responsabilità civile verso terzi derivante dall’uso delle armi, nonché la polizza assicurativa per infortuni correlata all’esercizio dell’attività venatoria.
I soggetti selezionati saranno autorizzati dall’Ente Parco al trasporto di armi all’interno dell’Area Protetta e all’abbattimento del cinghiale. Prima di effettuare tale attività,dovranno obbligatoriamente partecipare ad un corso serale, che si terrà presso la sede dell’Ente Parco, durante il quale saranno illustrate le modalità di svolgimento delle operazioni di prelievo, cui ci si dovrà scrupolosamente attenere.

Stante la delicatezza del contesto in cui si andrà a operare, l’Ente Parco chiederà la massima serietà e attenzione nelle operazioni di prelievo. Le operazioni di selezione saranno controllate dal personale dell’Ente Parco e dell’U.R.C.A. nonché dagli organi di vigilanza. In caso di qualsiasi inadempienza (infrazioni, abbattimenti di altre specie, attività nei periodi non consentiti…ecc) l’operatore verrà sospeso immediatamente dall’esercizio delle attività e incorrerà nei conseguenti provvedimenti disciplinari.

La campagna informativa.
L’ Ente Parco provvederà alla realizzazione di una mirata campagna di informazione rivolta ai residenti e ai fruitori del Parco, mediante:
-avvisi a mezzo stampa;
-pubblicazione di avvisi nel sito internet www.parcosanbartolo.it;
-divulgazione delle informazioni mediante volantinaggio nei luoghi prossimi allo sparo;
-contatti diretti con i residenti posti in prossimità dei luoghi di sparo.

Un territorio naturalmente difeso.
Vale la pena ricordare che il Parco, per sua fortuna, gode per la sua particolare ubicazione di un forte isolamento rispetto al restante territorio, per la presenza di tre importanti barriere infrastrutturali, tra loro vicine e parallele: Autostrada, Ferrovia e S.S. 16 Adriatica, quest’ultima posta ungo il confine del Parco. E’ un fatto innegabile che tali barriere costituiscano una forte limitazione al naturale spostamento della fauna, ivi compresi gli ungulati. E’ del tutto evidente, pertanto, che una mirata azione di prevenzione e controllo di questa specie, sia all’interno dell’Area Protetta che nelle aree esterne (es.: area contigua), potrebbe sortire effetti assai positivi e duraturi.

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