PROGETTO AVIFAUNA E AGRICOLTURA
Risultati dello studio sulle interazioni tra
avifauna ed attività agricola ed efficacia dei sistemi di dissuasione nel Parco
Naturale del Monte San Bartolo
Introduzione
Dall'inizio
della sua attività, il Parco Naturale del Monte San Bartolo, essendo un'area
prevalentemente agricola, ha sempre dovuto confrontarsi con il rapporto tra
agricoltura e fauna selvatica. L'Ente Parco ha quindi voluto iniziare nel 2002
una ricerca sulle interazioni ecologiche tra avifauna e agricoltura. Lo scopo
del rilevamento, realizzato di concerto tra l’Università di Urbino, l’Istituto
Tecnico Agrario “A. Cecchi” e l’Amministrazione Provinciale, è stato quello di
iniziare una forte collaborazione con i proprietari agricoli del Parco,
individuare sia le specie di uccelli presenti in area Parco che utilizzano
prodotti agricoli quale propria risorsa trofica, sia quello di valutare
l’entità del danno provocato alle coltivazioni. Nel contempo, sono stati messi
in atto vari sistemi di dissuasione in collaborazione con gli agricoltori,
attraverso palloni "Predator", cannoni a GPL, l'electroscare mobile e
la recinzione elettrica. Infine si sono installati 11 nidi artificiali per il
Gheppio e 5 per il Falco pellegrino alla fine di incrementare le loro popolazioni
all’interno del Parco. Questi rapaci hanno effetto positivo sulle produzioni
agricole visto la predazione e la dissuasione che effettuano sull’avifaune
minore.
Dei 1586 ha
che compongono il Parco Naturale, 800 sono di uso agricolo (50,4%). Di questi 800
ha, la superficie agricola utilizzata (S.A.U.) varia intorno al 70% secondo gli
anni. Di questa SAU la maggior parte è costituita da seminativi come il grano,
il girasole e la barbabietola.
Tutto ciò è gestito e coltivato da 66 aziende agricole di piccole e medie dimensioni di cui il 60% è costituito da piccolissime unità produttive al di sotto dei 5 Ha di SAU, che controllano il 25% del terreno utilizzato. Mentre solo 14 aziende agricole si estendono su quasi la metà del territorio ad uso agricolo considerato nel suo complesso.
Totale
degli indennizzi dal 1998 al 2008
Le figure 1 e 2 riprendono l'indennizzo totale per tutti i prodotti
agricoli dal 1998 al 2008. Da queste figure, si mettono in evidenza le specie
agricole che sono più risarcite dopo predazione da parte dell'avifauna: il
ciliegio, il girasole, la vite, l'olivo e i prodotti orticoli che rappresentano
il 73,1% del indennizzo totale.
Figura 1 _
Indennizzo per anno

Il 2005 e il 2008 sono stati gli anni in cui il Parco ha rimborsato meno
danno dall'inizio della sua attività. Nel 2004 invece l’aumento è dovuto
all’incremento delle richieste d’indennizzo per animali da bassa corte e per
gli ortaggi (Figura 4).
Figura 2 _
Ripartizione dell’indennizzo per coltivazione dal 1998 al 2006

Figura 3 _
Indennizzi per anno delle quattro coltivazioni rilevate

Figura 4 _
Indennizzo per animali da bassa corte e ortaggi dal 1998 al 2008

La
figura 3 rappresenta gli indennizzi per queste quattro coltivazioni mostrando
che gli indennizzi variano molto da un anno all'altro, poiché dipendono dai
danni effettivamente avuti, dallo sforzo di dissuasione effettuato ogni anno
(iniziato nel 2003), ma anche dalla richiesta d'indennizzi da parte degli
agricoltori stessi.
Lo studio in atto dal 2002 i dati
sugli indennizzi hanno rivelato che sono cinque le coltivazioni che necessitano
interventi di gestione per ridurre i danni dell'avifauna: il ciliegio, il
girasole, la vite l'ulivo e gli ortaggi. Nel 2004, si è inserito una sesta
coltivazione, il grano, al fine di valutare se realmente il danno provocato
dall’avifauna è rilevante, come spesso richiesto dagli agricoltori. Ma visto i
risultati dell’indagine si è ritenuto inutile intervenire sul grano negli anni
successivi. Invece nel 2005 si è studiato l’efficacia di un nuovo sistema di
dissuasione, l’elettrificatore, per andare incontro all’aumento dei danni negli
orti.
Risultati
Tra le principali specie d'uccelli responsabili dei danni
alle colture nel Parco del San Bartolo, sono stati osservati come famiglia i
columbidi, i corvidi, i passeridi, i fasianidi e gli sturnidi. Per quanto
riguarda i mammiferi, le specie, rilevate durante le osservazioni (per
osservazione diretta e osservazione di impronte) e riportate dagli agricoltori,
sono risultate: il Tasso e l'Istrice per gli ortaggi e il mais e il Capriolo
per il grano e gli ortaggi.
Tabella 1 _ Specie
rilevate in alimentazione nelle principali colture e relativa abbondanza
|
|
Ciliegio |
Grano |
Girasole |
Vite |
Olivo |
Ortaggi |
Alb. frut |
Mais |
|
Scoiattolo
Sciurus vulgaris |
|
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|
|
X |
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Capriolo
Capreolus capreolus |
|
X |
|
|
|
X |
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Tasso Meles meles |
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|
X |
|
|
XX |
|
X |
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Istrice
Hystrix cristata |
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|
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|
|
XX |
|
X |
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Tortora
selvatica Streptopelia turtur |
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|
XXX |
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|
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Tortora
dal collare Streptopelia decaocto |
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|
XXX |
|
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Storno
Sturnus vulgaris |
X |
|
X |
XX |
XXX |
|
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Passero
d’Italia Passer domesticus italiae |
XX |
XXX |
XXX |
XXX |
XX |
X |
|
|
|
Verzellino
Serinus serinus |
X |
|
XX |
|
|
|
|
|
|
Cardellino
Carduelis carduelis |
X |
|
XX |
X |
|
|
|
|
|
Verdone
Carduelis chloris |
X |
|
X |
|
|
|
|
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|
Merlo Turdus merula |
X |
|
|
X |
X |
X |
|
|
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Taccola
Covus monedula |
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|
|
|
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Gazza Pica pica |
X |
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|
|
|
|
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Cornacchia
grigia Corvus cornix cornix |
X |
X |
X |
|
X |
|
|
X |
|
Fagiano
Phasianus colchicus |
|
X |
X |
XX |
|
X |
|
X |
Da
questa tabella riassuntiva risulta che alcune specie sono, per numero di
individui e regime alimentare, più "dannose" di altre per le attività
agricole e necessitano quindi di interventi mirati per diminuire il loro
impatto sull'agricoltura.
La
tabella 2 riprende i vantaggi e gli inconvenienti dei sei mezzi di dissuasione
studiati.
Tabella 2 _ Vantaggi
e svantaggi dei mezzi di dissuasione messi in atto nel Parco
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Vantaggi |
Svantaggi |
|
Pallone "Predator" |
- efficacia buona i primi giorni - costo ridotto |
- assuefazione in pochi giorni - montaggio e spostamento |
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Cannone a GPL |
- efficacia elevata - agisce su tutte le specie presenti - raggio d'azione elevato (400m) |
- costo elevato - utilizzo del gas - spostamento (peso) - inquinamento acustico |
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"Electroscare" mobile |
- efficacia molto elevata - raggio d'azione elevato (300m) - spostamento (leggero) - risposta immediata e per un lungo periodo |
- costo molto elevato - poche specie "target" - un solo attrezzo |
|
Recinzione elettrica o mettalica |
- efficacia molto elevata (0% di danni) - mobile |
- costo - messa in posa - mantenimento |
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Nidi artificiali |
- efficacia elevata - molte specie “target” - raggio d’azione elevato - azione a lungo termine |
- installazione - manutenzione - occupazione dopo 1 o 2 anni |
Palloni “Predator”: efficacia bassa nei vigneti, si sconsiglia
il loro utilizzo. Sono comunque utili negli orti.

Cannone a GPL: sono stati sperimentati sul girasole e
sulla vite con risultati buoni ma anche qui, la loro efficacia è ridotta se
vengono usati male: si può avere assuefazione entro la mattina se utilizzato in
automatico. Per ciò è consigliabile usarli poco, da un operatore e solo in
presenza di uccelli. A causa del rumore fastidioso, devono essere posizionati
ad almeno 200-400 metri dalle case.

Electroscare mobile: efficacia molto elevata ma solo per
lo Storno, l'electroscare serve quindi soprattutto per proteggere gli oliveti.

Recinzione elettrica: efficacia assoluta con abbassamento
del danno a 0 %; la loro messa in posa e mantenimento richiede però un sforzo
non trascurabile da parte del agricoltore.

Nidi artificiali: a parte i costi iniziali, i nidi artificiali, di cui il
35% è stato occupato nel 2007, hanno un effetto secondario benefico per le
coltivazioni con l’aumento della popolazione di rapaci nel Parco che agisce sia
sulla predazione che sulla dissuasione dell’avifauna che causa i danni in
agricoltura.

