|
|
| Questa formazione, che costituisce pertanto l'ossatura fondamentale del
rilievo collinare del San Bartolo, ha uno spessore qui ridotto a soli 180
- 200 metri, segno che ci troviamo in prossimità di un alto - fondo
del mare Messiniano, ove correnti e frane sottomarine impedivano un forte
accumulo sedimentario. Esternamente alla falesia (versante sud - ovest della dorsale collinare) o nelle parti più elevate del San Bartolo, ( ad esempio zona Faro - Imperiale) affiora l'ultima e più recente formazione marina dell'area: la Formazione a Colombacci, che costituisce il familiare "tufo" giallastro delle colline pesaresi. Si tratta in realtà di arenarie, di colore giallastro - ocraceo, alternate a sottili livelli di marne beige - avana. I misteriosi "Colombacci" sono dei caratteristici sottili livelli di calcare evaporitico, di colore bianco - beige, lievemente marnosi e fragili, che si formavano ciclicamente quando la marea quasi lambiva le sabbie del fondale, in un vasto bacino lagunare, più simile ad un lago che al mare. Alle porte del pliocene, questo mondo fatto di isole boscose, stretti bracci di mare, torrenti e lagune viene sommerso nella imponente "trasgressione Pliocenica". Il mare si inabissa di molte centinaia di metri, il clima, prima nettamente sub - tropicale diventa più fresco. Finisce il Messiniano e da qualche parte, lontano nel continente africano, nel quale la penisola italiana si incastona, muovono i primi incerti passi i primissimi antenati dell'Uomo. |
| Scrivi
al Parco |
|
Home Page |
|