Fauna

La storica "fame" di terra del popolamento pesarese, insieme alla dolcezza dei declivi, hanno fatto sì che il territorio venisse coltivato in quasi tutte le sue parti fino a tempi recenti.
Per questo prima degli anni '90 la presenza di grandi mammiferi era limitata, fino a quando il capriolo, in espansione naturale in tutto la provincia, è arrivato anche nel Parco, trovandolo idoneo proprio per il mosaico di coltivi e boschetti.
Tra gli altri mammiferi presenti si possono citare la volpe, che frequenta anche le spiagge per nutrirsi degli organismi marini spiaggiati, il tasso, l'istrice, la donnola, la lepre ed il ghiro.
Il Parco ospita poi diverse specie di rettili e anfibi, ma l'area protetta è importante per la presenza, e soprattutto la migrazione, di numerose specie di uccelli.

Tra le presenze importanti si deve registrare quella del falco pellegrino che, dopo decenni di assenza, è tornato a popolare stabilmente la falesia. Il prestigioso predatore ha nidificato sulle pareti a strapiombo sul mare e quest’anno è anche riuscito ad involare due piccoli. Gli amanti di bird watching possono poi ammirare ogni anno il grande spettacolo costiutito dal passaggio di molti rapaci migratori tra cui falchi pecchiaioli, falchi di palude e una specie molto rara: l’albanella pallida, che viene dall’Africa per poi nidificare nell’Europa dell’est.
Notevole dal punto di vista naturalistico è anche lo svernamento degli uccelli marini costieri, quali lo smergo maggiore, il cormorano, lo svasso maggiore e svasso piccolo e, negli inverni più freddi, l’ edredone, oltre a quello di numerose specie di gabbiani, tra cui alcuni esemplari di zafferano, gavina, gabbiano corallino, gabbiano comune e quello reale. Nella zona della foce del fiume Foglia e a Baia Flaminia svernano anche l'airone cenerino, la garzetta e talvolta i cigni reali.
Alcune specie di limicoli frequentano poi le spiagge durante l'inverno, tra questi il piovanello e il piro piro piccolo.
Il gufo comune, la civetta e l'assiolo nidificano abitualmente, così come il barbagianni, che approfitta del costante degrado delle case coloniche abbandonate per insediarvisi.
Il territorio del Parco vede anche la migrazione dei passeriformi oltre a quella di gru e cicogne bianche e nere.

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