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Nella Sala dei Semibusti invece, il
Duca assiste all’incoronazione di Carlo V, e tra le nicchie
e i pilastri spiccano semibusti di personaggi antichi. Restano la
Sala dello Studiolo, dove Francesco Maria è raffigurato come
capitano supremo della Repubblica Veneta, la Sala dei Fiumi e quella
della Calunnia, che sul soffitto riporta gli emblemi astrali del
duca, mentre alle pareti spiccano le virtù cardinali con
al centro la carità. Di fronte è raffigurata la Calunnia,
che si riferisce alla calunnia di Apelle, in cui l’innocente
umiliato viene incoronato dalla Fama, accanto alla Pace e all’Abbondanza,
che si traduce nell’esaltazione di Francesco Maria.
La villa si stende lungo quattro livelli terrazzati in armonia con
il naturale declivio del colle ed è contenuta da una cinta
muraria.
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| Villa
Imperiale |
| Villa Imperiale è una magnifica
residenza rinascimentale in stile manierista posta nel cuore del
Parco San Bartolo. Il complesso architettonico è stato costruito
in due fasi successive, la prima delle quali risale alla seconda
metà del ‘400, quando Alessandro Sforza diede incarico,
probabilmente al Laurana o a Giorgio di Matteo da Sebenico, di realizzare
un progetto per una dimora difensiva in cui fosse possibile tuttavia
dedicarsi piacevolmente anche agli otia e alla cura dell’anima.
La villa è chiamata Imperiale perché la prima pietra
fu posta dall’Imperatore Federico III d’Asburgo, ospitato
a Pesaro da Alessandro Sforza nel 1468, nel corso del suo secondo
viaggio in Italia.
La trasformazione in esclusiva villa di delizie venne fatta tuttavia
da Francesco Maria I Della Rovere, che dopo aver riconquistato il
Ducato alla morte di papa Leone X, incaricò il prestigioso
architetto Girolamo Genga di aggiungere un nuovo complesso a quello
preesistente e di trasformare la residenza in luogo ideale di vita
cortese, per assolvere alle funzioni tipiche delle corti rinascimentali.
La realizzazione si concluse intorno al 1541 e i lavori furono seguiti
dalla moglie di Alessandro, Eleonora Gonzaga, che incaricò
Pietro Bembo di curare il testo delle iscrizioni poste nel fregio
del prospetto esterno e nel cortile d’onore. In questo intervento,
Genga fece sopraelevare la torre di guardia e tamponare parte delle
logge del cortile sforzesco, e si occupò anche delle decorazioni
interne, insieme a prestigiose personalità artistiche dell’epoca
come Dosso e Battista Dossi, Raffaellino del Colle, il Bronzino,
Camillo Mantovano ed altri. Nelle decorazioni delle 8 sale della
villa sono celebrati i momenti più significativi della vita
di Francesco Maria I Della Rovere. Nella Sala del Giuramento è
raffigurata le veduta del Ducato di Francesco Maria con inserti
di fantasia e reali. Tra le pareti e il soffitto si trovano conchiglie
in cui sono dipinte delle lettere che unite formano “Franciscus
Maria dux”. Nella Sala delle Cariatidi prosegue il rapporto
con la natura, mentre il soffitto racconta la vittoria del duca
nella Battaglia di Ginestreto.
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