Colombarone


L’importanza storica delle terre del Parco del San Bartolo è confermata dai ritrovamenti del sito archeologico di Colombarone che, grazie ai successi delle ultime campagne di scavo, è stato definito come una "piccola Villa Armerina".
Le prime operazioni di ricerca iniziarono nel 1983, con l’intento di localizzare quella che, secondo gli scritti dello studioso pesarese Annibale degli Abbati Olivieri, doveva essere la basilica paleocristiana di San Cristoforo “ad Aquilam”. Il luogo sacro, posto lungo la via Flaminia a 50 miglia da Ravenna, fu teatro nel 743 dell’incontro tra l’Esarca Eutiche e Papa Zaccaria.
Con l’allargamento degli scavi degli ultimi anni sono stati rinvenuti l’abside maggiore della chiesa del VIII° secolo e due vani accessori, da cui sono emerse oltre 100 monete in bronzo, una bilancia antica e una lucerna.
Proprio grazie a questi ritrovamenti, si è fatta strada la consapevolezza che gran parte dei reperti portati alla luce non sono attribuibili alla basilica, ma ad un complesso residenziale tardo antico, sorto tra il III e il IV secolo dopo Cristo.



(presentazione al pubblico della campagna di scavi 2004; foto M. Teresa Di Luca)

Si tratta di una villa signorile che può considerarsi appartenente al gruppo di residenze nate in concomitanza con l’espansione della grande proprietà terriera, la più nota delle quali in Italia è quella di Piazza Armerina in Sicilia.
L’interesse dell’area archeologica è dunque rappresentato dalla presenza contemporanea ed attigua della basilica (con ambienti degni di un papa) e della villa tardo antica (III, IV sec. d.C.).
La residenza signorile, ricca di bellissimi mosaici, ha conservato nei secoli reperti di valore, tra cui bracciali e monete d’oro, tessere di mosaico in pasta vitrea, anfore orientali arrivate con i commerci, oltre a intonaci dipinti, tubazioni in bronzo e un bellissimo capitello. La villa è costituita da cinque ambienti allineati tra loro con pavimenti mosaicati da tessere bianche, nere e policrome, che formano motivi geometrici e floreali. La presenza contemporanea delle due strutture è rara in Italia. Si ritrova a volte in Spagna, ed è legata ad alcune eresie. La buona conservazione delle stanze mosaicate e il grande valore dei reperti ha posto il problema della loro musealizzazione, che sembra ormai certa.
Colombarone rappresenta dunque un importante sito archeologico che potrebbe unire i fili della storia pesarese, che partendo dalla necropoli di Novilara, attraversa i resti della domus romana di piazzale Matteotti fino ad arrivare ai mosaici del Duomo.
Per valorizzare questa realtà, presto l’Ente Parco San Bartolo realizzerà un Antiquarium nella chiesetta di San Cristoforo in cui saranno conservati ed esposti i reperti che illustreranno la storia del popolamento di queste zone.
Scrivi al Parco
Home Page