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Colombarone
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| Si tratta di una villa signorile che può
considerarsi appartenente al gruppo di residenze nate in concomitanza con
l’espansione della grande proprietà terriera, la più
nota delle quali in Italia è quella di Piazza Armerina in Sicilia.
L’interesse dell’area archeologica è dunque rappresentato dalla presenza contemporanea ed attigua della basilica (con ambienti degni di un papa) e della villa tardo antica (III, IV sec. d.C.). La residenza signorile, ricca di bellissimi mosaici, ha conservato nei secoli reperti di valore, tra cui bracciali e monete d’oro, tessere di mosaico in pasta vitrea, anfore orientali arrivate con i commerci, oltre a intonaci dipinti, tubazioni in bronzo e un bellissimo capitello. La villa è costituita da cinque ambienti allineati tra loro con pavimenti mosaicati da tessere bianche, nere e policrome, che formano motivi geometrici e floreali. La presenza contemporanea delle due strutture è rara in Italia. Si ritrova a volte in Spagna, ed è legata ad alcune eresie. La buona conservazione delle stanze mosaicate e il grande valore dei reperti ha posto il problema della loro musealizzazione, che sembra ormai certa. Colombarone rappresenta dunque un importante sito archeologico che potrebbe unire i fili della storia pesarese, che partendo dalla necropoli di Novilara, attraversa i resti della domus romana di piazzale Matteotti fino ad arrivare ai mosaici del Duomo. Per valorizzare questa realtà, presto l’Ente Parco San Bartolo realizzerà un Antiquarium nella chiesetta di San Cristoforo in cui saranno conservati ed esposti i reperti che illustreranno la storia del popolamento di queste zone. |
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