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All'interno del Parco San Bartolo,
pur nella sua complessità , si riconoscono due macro-aree
ben distinte dal punto di vista paesaggistico - ambientale:
· l’area ricompresa tra la S. Statale n.16
Adriatica e la S. Provinciale n.44 Panoramica”;
· e quella compresa tra la Provinciale “Panoramica”
e la costa.
La prima è costituita da un territorio
rurale, il cui uso è prettamente agricolo.
L’agricoltura è fatta di campi non troppo ampi, in
cui i seminativi (cereali autunno-vernini) si alternano a colture
foraggere (erba medica), a vigneti e a qualche oliveto. I campi
sono ornati da siepi alberate e arbusti, che arricchiscono la gradevolezza
del paesaggio rurale, già avvalorato da ville e prestigiosi
castelli.
La seconda area corrisponde invece alla zona tra
la Strada Provinciale “Panoramica” e la costa. Dal punto
di vista ambientale e naturalistico, questo è l’ambito
più interessante e vulnerabile dell’intero
Parco, e coincide, per gran parte, con il territorio dell’Area
Floristica “Falesia tra Gabicce e Pesaro”.
Sia la falesia che la sottostante spiaggia costituiscono aree
naturali di grande pregio, essendo caratterizzate da peculiarità
di carattere geomorfologico, vegetazionale e faunistico di assoluto
rilievo.
L’elevata vulnerabilità che presenta quest’area
nei confronti della frequentazione antropica, è particolarmente
intensa soprattutto durante il periodo estivo.
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L’AREA FLORISTICA “LA FALESIA TRA GABICCE E PESARO”
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L’Area Floristica è localizzata
nella porzione costiera più settentrionale della Regione
Marche ed è interamente compresa tra i Comuni di Pesaro e
Gabicce mare. Si sviluppa lungo il tratto di costa alta
che dall’estremo settentrionale della Regione arriva fin quasi
al porto di Pesaro.
Istituita ai sensi del D.P.G.R. n. 129/98, ha un’estensione
di 448,56 ettari ed un perimetro di 31.122,43 metri.
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LINEAMENTI
PAESAGGISTICI DELL’AREA FLORISTICA |
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L'Area floristica ha una forma allungata e stretta in quanto riprende,
per gran parte, il profilo geomorfologico della falesia.
Si riconoscono infatti 2 principali tipologie di paesaggio:
• la falesia
• la spiaggia litoranea
La falesia costituisce uno dei pochi rilievi presenti
lungo la costa adriatica. Le sue aree a monte sono interessate dalla
puntiforme presenza di un patrimonio edilizio di elevata qualità
architettonica e da importanti borghi storici, quali Fiorenzuola
di Focara e Casteldimezzo. L’elevata importanza paesaggistica
e ambientale, è legata al suo particolare profilo geomorfologico:
le pareti più scoscese a strapiombo sul mare sono per lo
più tappezzate da una vegetazione costituita da Arundo
plinii (Canna del Reno), mentre nelle aree in cui
il substrato è più saldo e profondo, c’è
la presenza di grossi popolamenti di Spartium junceum
(Ginestra). Nelle zone più erose o sottoposte a recenti distacchi,
i fenomeni di colonizzazione spontanea della vegetazione hanno portato
alla diffusione della Sulla (
Sulla coronaria ) che con i suoi fiori
rosso-violacei contribuisce ad accrescere la suggestione visiva
durante il periodo primaverile. Nelle aree meno scoscese, poste
in posizione di cresta, la falesia è ancora in parte interessata
da limitate coltivazioni agricole, spesso alternate a incolti e
a qualche vigneto. Lungo gli impluvi e nelle aree a maggiore umidità
la Canna del Reno lascia il posto a piccole formazioni forestali
costituite da Ulmus minor e Populus alba,
con un sottobosco fortemente colonizzato da Rubus ulmifolius.
Altre formazioni forestali di rilievo, ormai divenute
elemento tipico della falesia, sono i rimboschimenti sia di conifere
(es.: Pinus nigra e Pinus halepensis),
che di latifoglie (es.: Ostrya carpinifolia, Fraxinus
ornus, ecc.), realizzati decenni or sono per contrastare
i fenomeni di dissesto idrogeologico.
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Il litorale marino, che si sviluppa ai piedi della
falesia, è assai stretto, con le acque del mare spesso a
contatto del colle. Si tratta di spiagge prevalentemente sassose
o ciottolose, molte delle quali di difficile accessibilità,
ma dalla innegabile suggestione. Laddove il posizionamento delle
barriere sommerse o emerse ha favorito il deposito di materiale
sabbioso, sono presenti lembi di spiagge (es. Baia Flaminia, Fiorenzuola
di Focara), assiduamente frequentate dai bagnanti durante il periodo
estivo.
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LINEAMENTI
BOTANICO-VEGETAZIONALI
Flora e Vegetazione
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L’Area Floristica è
stata istituita per l’elevata importanza delle specie
vegetali presenti, di cui alcune rare o
di particolare interesse fitogeografico.
In particolare, la rilevanza botanica di quest’area è
legata al fatto che sia la falesia che la sottostante spiaggia costituiscono
ambienti rari per le Marche, presenti solo in pochi altri tratti lungo
la costa. In questi ultimi decenni, il forte sviluppo turistico e
la conseguente edificazione che ha interessato la costa marchigiana,
hanno infatti causato profonde modificazioni ambientali, alterando
l’originario ambiente rivierasco. Per la sua particolare geologia
e geomorfologia, la falesia costituisce tuttavia un ambiente naturale
ancora pressoché intatto. Le condizioni ecologiche spesso estreme,
determinate dai continui movimenti franosi, hanno permesso di differenziare
una flora assai interessante. Tra le specie più significative
presenti nella falesia si ricordano: Daucus carota subsp.
major (presente solo in poche altre località
nella Regione), Glaucium flavum, Juncus subnodulosus
(rara nella Regione), Lathyrus hirsutus, Linum maritimum(vedi
foto, unica stazione nella Regione), Lotus maritimus,
Samolus valerandi.
La specie vegetale che maggiormente caratterizza la falesia è
sicuramente l’Arundo plinii, che colonizza
le ripide pareti, determinando anche una importante azione
di consolidamento del versante.
Ai piedi della falesia, lungo lo stretto lembo di spiaggia, si differenziano
specie caratteristiche, quali Lotus maritimus e Crithmum maritimum,
Aristolochia clematitis e Solanum dulcamara, rinvenibili
specialmente nelle aree in cui sono presenti massi e ciottoli. Nei
piccoli lembi di sabbia, come ad esempio sotto Fiorenzuola di Focara,
si rinvengono specie psammofile, anch’esse ormai rare in tutto
il territorio regionale, quali: Cakile maritima, Salsola tragus
subsp. pontica e Salsola soda..
Di rilevante importanza è inoltre la presenza della Polygala
pisaurensis, endemica delle Marche e presente nella
Regione solo in poche altre località.
Occorre comunque evidenziare che accanto a specie dall'indubbio
valore botanico, il territorio della falesia (e della relativa area
floristica) è interessato, nelle aree maggiormente
antropizzate quali bordi di strade e
sentieri, da numerose piante arboree esotiche invadenti (es.
Robinia e Ailanto), nei confronti delle
quali occorrerebbe effettuare mirati interventi di
taglio finalizzati a contenerne la diffusione.
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Dal punto di vista vegetazionale,
i popolamenti maggiormente presenti nella falesia sono:
• LE FORMAZIONI BOSCHIVE •
LE FORMAZIONI ARBUSTIVE
• LE FORMAZIONI ERBACEE • LA VEGETAZIONE DI SPIAGGIA |
LE
FORMAZIONI BOSCHIVE |
Hanno una modesta estensione e sono localizzate
solo in alcuni settori della falesia. Le principali specie presenti
sono: Roverella, Olmo, Pioppo
bianco, rimboschimenti vari di conifere, Robinia.
Alla Quercus pubescens, specie dominante
dello strato arboreo, si associano anche Fraxinus ornus,
Acer campestre, Ulmus minor e talvolta Prunus
avium. Si tratta di querceti xerofili che appartengono
all’associazione del Roso sempervirentis - Quercetum pubescentis.
Questa cenosi è di frequente sottoposta all’invasione
di specie esotiche assai invadenti, quali Robinia pseudoacacia
e Ailanthus altissima.
Negli impluvi si differenzia un’altra formazione forestale:
si tratta di boschetti di Olmo appartenenti all’associazione
Symphyto bulbosi-Ulmetum minoris. Poco diffusi e talvolta caratterizzati
dall’invasione dell’esotica Robinia pseudoacacia,
sono per lo più costituiti da formazioni arbustive che possono
raggiungere anche i 10 metri di altezza. Il mantello di vegetazione
è ascrivibile al Lonicero etruscae-Cornetum sanguineae in cui
la specie dominante è la Sanguinella
con presenza anche di Rovo. E’ una vegetazione che assume significativa
importanza trattandosi di habitat per numerose specie di fauna selvatica.
Nelle aree della falesia caratterizzate da maggiore umidità
edafica e in settori non eccessivamente acclivi, si differenziano
piccoli lembi boscati in cui la specie dominante è il Populus
alba e la specie dominata l’Ulmus
minor. Lo strato arbustivo è caratterizzato dall’abbondante
presenza di Cornus sanguinea e Rubus ulmifolius
con spesso marcata presenza di Arundo plinii.
Lungo il fosso della Vallugola è inoltre possibile osservare
la presenza di qualche piccolo lembo di Populus nigra
e Salix alba, disturbato dalla presenza dell’esotica
Robinia pseudoacacia. |
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LE
FORMAZIONI ARBUSTIVE |
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Mentre le formazioni forestali
sono localizzate in ambiti circoscritti, gli arbusti costituiscono
la comunità vegetale maggiormente presente in falesia.
In relazione all’inclinazione e al substrato, presentano caratteristiche
diverse per composizione e grado di copertura.
Gli arbusteti a Ginestra, ad esempio, si
rinvengono sulla sommità dei rilievi in corrispondenza degli
affioramenti di materiale compatto (corpi arenacei). Alla Ginestra,
si associano anche Juniperus communis e Colutea arborescens,
e alcune specie pre-forestali: Fraxinus ornus
e Quercus pubescens.
Negli impluvi e nelle stazioni umide in genere, si differenziano numerosi
arbusteti di Rovo. La specie più importante
è il Rubus ulmifolius, alla quale
si associano: Cornus sanguinea, Rosa canina, Prunus spinosa
e Crataegus monogyna. Pur di non rilevante valore botanico,
questa vegetazione assume una certa importanza essendo habitat di
rifugio, alimentazione e nidificazione per numerosi animali.
Nei versanti in erosione sono presenti vaste aree arbustate a Canna
del Reno (Arundo plinii). E’ una vegetazione che
forma popolamenti molto densi e monospecifici, di grande interesse
ecologico in quanto colonizza i versanti in erosione e grazie ai rizomi
orizzontali dell’apparato radicale che tendono a formare delle
reti molto intricate, ha un’azione di trattenimento
del substrato e pertanto ha un importante ruolo anche nella regimazione
delle acque piovane che vengono rallentate nel loro ruscellamento
lungo il versante e quindi viene ad esserne ridotto il potenziale
erosivo (Biondi, 1986). L’Arundineto
si sviluppa prevalentemente lungo i versanti della falesia in corrispondenza
degli affioramenti dei materiali più fini. Lungo gli affioramenti
di arenaria, si sviluppa una comunità vegetale appartenente
all’associazione Arundinetum plinianae variante a Spartium junceum.
L’Arundineto non si evolve per l’instabilità del
substrato.
Lungo i fossi e le depressioni umide della falesia si rinviene anche
una vegetazione spontanea non autoctona a Canna domestica, appartenente
all’associazione Arundini-Convolvuletum sepium. Nelle zone della
falesia esposte ai venti marini è presente invece una vegetazione
a Tamerice il cui strato basso arbustivo
è colonizzato da Rubus ulmifolius.
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FORMAZIONI
ERBACEE |
Nelle aree erose della falesia, in particolare
in quelle di recente distacco, è presente una vegetazione
pioniera dominata dalla Tussilago farfara.
Sulle pareti fortemente inclinate è presente l’aggruppamento
a Sulla coronaria e Elymus athericus,
anch’essa durevole in quanto la sua evoluzione verso formazioni
più mature (arbusteti di ginestra), è bloccata dalle
severe condizioni ecologiche. Sui terrazzi in cui si ha deposito
di suolo, si insedia una formazione a modesta copertura appartenente
all’aggruppamento a Sulla coronaria e Dittrichia
viscosa, che tende a evolversi naturalmente verso
formazioni arbustive di ginestra. In piccoli lembi ubicati sulla
sommità dei rilievi e sui terrazzi lungo i versanti della
falesia, sono presenti aree pascolive a fiordaliso bratteato
(Centaurea jacea subsp. angustifolia) e forasacco (Bromus erectus).
Tali formazioni si formano in seguito all’abbandono delle
coltivazioni. Le specie dominanti sono il Bromus erectus
e il Paleo rupestre (Brachypodium rupestre). Nei coltivi
abbandonati da poco è presente una prateria post colturale
ascrivibile all’associazione Senecio erucifolii-Inuletum
viscosae. Tali aree sono caratterizzate dalla forte
invasione della Dittrichia viscosa, Elymus
athericus e di altre emicriptofite: Poa
trivialis, Pulicaria dysenterica, Daucus carota, Sulla coronaria
etc..
In conclusione, è possibile affermare che, pur in presenza
di un certo mosaico ambientale, la falesia risulta colonizzata
prevalentemente da 4 formazioni erbacee ed arbustive,
di cui l’arbusteto ad Arundo plinii costituisce
la forma dominante:
1 = Dauco-Tussilaginetum farfarae; 2 = Arundinetum plinianae;
3 = Centaureo bracteatae - Brometum erecti; 4 = Campi
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Il
transetto ideale di questi popolamenti vegetali è qui riportato |
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da : E. Brugiapaglia : Caratterizzazione vegetazionale
della falesia del Monte San Bartolo
in: Verso la gestione integrata della costa del Monte San Bartolo:
risultati di un progetto pilota,
a cura di Rodolfo Coccioni)
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VEGETAZIONE
DELLE SPIAGGE
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Nei piccoli lembi di spiaggia presenti al piede della falesia
si insedia una vegetazione di piante annuali e alo-nitrofila a
bassa copertura rappresentata dall’associazione Salsolo
kali-Cakiletum aegyptiacae. Le specie tipiche
sono: Cakile marittima, Salsola tragus subsp.
pontica, Xanthium orientale subsp. italicum e Soldanella maritima.
Non essendo presenti le dune embrionali a causa del livellamento
della spiaggia causata dalla frequentazione turistica, questa
formazione non ha rapporti catenali con le formazioni perenni
delle dune.
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| LE
AREE FLORISTICHE nella Provincia di Pesaro Urbino
e le norme che le regolano |
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Le aree floristiche sono state istituite a seguito della
emanazione della L.R. n. 52 del 30.12.1974 – “Provvedimenti
per la tutela degli ambienti naturali”.
L’articolo 7 della predetta Legge Regionale definisce infatti
le modalità di individuazione delle aree floristiche, nonché
le relative norme di tutela.
In dette Aree, la Legge Regionale prevede il divieto di raccogliere,
estirpare o danneggiare le piante appartenenti a specie che vi
crescono spontaneamente. Nelle zone coltivate sono invece consentite
le normali pratiche colturali e, negli incolti produttivi, sono
ammessi sia il pascolo che la fienagione.
Le aree floristiche sono state istituite al fine di garantire
la salvaguardia di ambienti caratterizzati dalla presenza di specie
vegetali rare o di rilevante interesse fitogeografico. Complessivamente
le aree floristiche presenti nel territorio della Regione
Marche sono 109, di cui 30 nella Provincia di
Pesaro e Urbino, qui accanto riportate.
L’importanza ambientale e naturalistica di queste aree non
è riconducibile alle sole valenze botaniche. Si fa presente
infatti che le aree floristiche costituiscono, assieme
ai Parchi, alle Riserve e ai siti Natura 2000 (aree S.I.C. e Z.P.S.),
un sistema coerente e relazionato di aree su cui la Regione Marche
ha da tempo impostato la realizzazione della Rete Ecologica Regionale.
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Esposizione
fotografica di alcune delle specie più importanti e atlanti
corologici
tratti dallo studio “La Flora
vascolare del Parco Naturale Regionale del Monte San Bartolo”
di Leonardo Gubellini
& Sandro Di Massimo,
2001
(si ringrazia Leonardo
Gubellini, Direttore del Centro ricerche floristiche
delle Marche per la concessione del materiale) |
| Acer
obtusatum |
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| Anacamptys
pyramidalis |
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| Anemone
trifolia |
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| Cakile
maritima |
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| Campanula
glomerata |
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| Carpinus
betulus |
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| Cistus
salviifolius |
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| Clematis
viticella |
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Eryngium maritimum |
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| Fumana
thymifolia |
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| Glaucium
flavum |
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Linum maritimum |
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| Lotus
maritimus |
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| Ophrys
apifera |
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| Ophrys
bertolonii |
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| Ophrys
holoserica |
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| Orchis
morio |
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| Orchis
purpurea |
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| Orchis
tridentata |
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| Quercus
cerris |
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Salsola kali |
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| Salsola
soda |
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| Solanum
dulcamara |
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| Spiranthes
spiralis |
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| Tulipa
agenensis |
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| Typha
minima |
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| Urtica
urens |
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